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Prima Visita e Preventivo

Per migliorare la propria salute dentale e risolvere efficacemente eventuali problematiche, è fondamentale partire da una prima visita specialistica approfondita. Solo un'analisi accurata, che consideri ogni aspetto della salute orale, può garantire una diagnosi corretta e un piano di trattamento su misura.

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Implantologia Poco Osso

implantologia poco osso Domodossola

Quando un paziente sente dire che c’è poco osso, spesso pensa che gli impianti dentali non siano più una possibilità. In realtà non è sempre così.

L’implantologia poco osso comprende situazioni cliniche diverse tra loro. Oggi esistono approcci differenti che permettono di affrontare anche casi complessi, ma la scelta dipende sempre da una valutazione clinica e radiologica personalizzata.

Il punto fondamentale è questo: non si tratta di scegliere una tecnica, ma di scegliere l’approccio corretto.

Che cosa significa avere poco osso per un impianto

Per inserire un impianto dentale è necessario valutare quantità, qualità e posizione dell’osso disponibile. In alcuni pazienti l’osso può risultare ridotto per spessore, altezza o densità.

Questo non significa automaticamente che l’impianto non sia possibile, ma che è necessario un inquadramento più preciso del caso.

Perché l’osso può ridursi

  • Perdita dei denti: nel tempo l’osso tende a riassorbirsi
  • Malattia parodontale: può compromettere il supporto osseo
  • Traumi o infezioni: possono alterare la struttura ossea
  • Condizioni individuali: in alcuni pazienti il volume osseo disponibile è già ridotto

Due approcci diversi: ricostruire l’osso o evitarne la ricostruzione

Nei pazienti con poco osso, il trattamento può seguire due strategie principali:

  • Approccio ricostruttivo: aumentare il volume osseo per inserire gli impianti
  • Approccio graftless: evitare la ricostruzione sfruttando in modo strategico l’osso residuo

Questa distinzione è fondamentale perché cambia il tipo di intervento, i tempi e l’invasività.

APPROCCIO RICOSTRUTTIVO
(rigenerare l’osso per inserire gli impianti)

L’approccio ricostruttivo viene preso in considerazione quando il volume osseo disponibile non è sufficiente per ottenere stabilità implantare o per posizionare gli impianti in modo corretto dal punto di vista funzionale ed estetico.

In questi casi si interviene per aumentare il volume osseo attraverso tecniche rigenerative, con l’obiettivo di creare condizioni più favorevoli alla riabilitazione implantare.

Tecniche utilizzate

  • Rigenerazione ossea guidata (GBR)
  • Innesti ossei
  • Rialzo del seno mascellare
  • Preservazione alveolare

Quando si considera questo approccio

  • deficit osseo verticale o orizzontale importante
  • necessità di posizionamento implantare in sede protesicamente corretta
  • assenza di alternative anatomiche utilizzabili senza rigenerazione

Caratteristiche

  • approccio biologico-rigenerativo
  • maggiore invasività chirurgica in alcuni casi
  • tempi più lunghi quando la ricostruzione richiede guarigione dedicata

APPROCCIO GRAFTLESS
(evitare la ricostruzione ossea quando possibile)

L’approccio graftless si basa sull’utilizzo strategico dell’osso residuo disponibile, evitando tecniche di rigenerazione quando non necessarie.

È indicato nei casi selezionati in cui l’anatomia consente di ottenere stabilità implantare senza aumentare il volume osseo. In questi casi il trattamento si basa su un’accurata lettura della morfologia ossea e sulla scelta di soluzioni dedicate.

Tecniche utilizzate

  • Impianti zigomatici
  • Impianti pterigoidei
  • Impianti nasali
  • Impianti subperiostali

Quando si considera questo approccio

  • atrofie ossee avanzate
  • necessità di evitare innesti complessi
  • presenza di strutture ossee alternative utilizzabili

Caratteristiche

  • riduzione delle procedure rigenerative
  • tempi più rapidi in molti casi
  • approccio anatomico-strategico

Un esempio di pianificazione e realizzazione in approccio graftless

Nei casi graftless, la pianificazione del caso è determinante quanto l’esecuzione clinica. L’obiettivo è studiare in modo preciso l’anatomia disponibile, individuare i volumi ossei utilizzabili e costruire una riabilitazione coerente con il caso specifico.

L’immagine seguente mostra un esempio di studio progettuale del caso e di realizzazione riabilitativa, evidenziando il passaggio dalla condizione iniziale alla soluzione finale.

valutazione implantologia poco osso

implantologia poco osso prima e dopo progettazione e riabilitazione graftless

Come si decide il trattamento più adatto

La scelta tra approccio ricostruttivo e graftless non dipende solo dalla mancanza di denti, ma da una serie di fattori clinici:

  • quantità e qualità dell’osso residuo
  • sede anatomica interessata
  • morfologia del difetto osseo
  • condizioni gengivali e parodontali
  • condizioni generali del paziente
  • obiettivi funzionali ed estetici del trattamento

Per questo motivo è fondamentale una valutazione clinica e radiologica approfondita, spesso con esami tridimensionali come la CBCT, che consentono di pianificare il trattamento in modo più preciso.

Quando è utile una valutazione approfondita

  • ti è stato detto che non hai osso sufficiente
  • mancano denti da molto tempo
  • sono presenti riassorbimenti ossei importanti
  • il caso è stato considerato complesso

In queste situazioni, una valutazione più approfondita permette di capire se il percorso più indicato sia ricostruttivo oppure graftless, e quali soluzioni possano essere concretamente considerate.

Implantologia poco osso: ogni caso è diverso

L’implantologia con poco osso richiede esperienza, pianificazione e una valutazione personalizzata. Non esiste una soluzione unica, ma un percorso costruito sul singolo paziente in base all’anatomia, alle condizioni cliniche e agli obiettivi del trattamento.

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